La notte del sette marzo 2017 dopo già diverse notti insonni, ho iniziato ad avere i primi dolorini, così ho chiamato l’ostetrica che mi ha seguito durante tutta la gravidanza perché il mio desiderio era (nonostante) il precedente cesareo, fare un parto naturale (cosiddetto vbac).

Al suo arrivo le contrazioni erano solo preparatorie e la dilatazione di qualche centimetro.

 

Siamo stati tutti svegli in salone, qualche massaggino ma le contrazioni non erano regolari e intorno alle 5:30 decidiamo di salutarci in attesa che cambi qualcosa.

Mi rimetto a letto e poco dopo sento proprio un “click” e la sensazione di essermi bagnata, così corro in bagno e mi rendo conto che si sono rotte le acque, una sensazione molto strana, che non avevo provato con il mio primo parto.

Intanto è già ora di svegliare Samuele per andare a scuola. Lo prepariamo e va regolarmente accompagnato dal papà che subito dopo ritorna a casa per vedere come sto.

Passa a trovarmi anche la mia amica Stella, passano le ore ma la situazione resta stabile.

 

Insieme a mio marito decidiamo di recarci in ospedale, è già quasi mezzogiorno, arrivata lì, chiedo al ginecologo di turno di controllare con ecografia (vista l’esperienza precedente con Samu) che il baby sia in posizione cefalica.

Per fortuna lui è messo bene, mi attaccano il tracciato e resto in sala travaglio, sperando che le contrazioni aumentino.

 

Ho sperato con tutta me stessa di riuscirci, invece, dopo aver visto una terzipara partorire (quasi) davanti a me in un fulmine, per me passeranno altre sei ore senza che qualcosa muti.

Intorno alle diciotto i medici notano una leggera sofferenza fetale e si decide (nuovamente) di far nascere il mio bimbo con un cesareo.

 

Prendo atto che non c’è null’altro da fare e accolgo la gioia di sapere che fra poco avrò fra le braccia il mio piccolino.

Piango perché sono un po’ delusa e stanca.

Alle 19.40 ecco la nascita del secondo splendore della mia vita: benvenuto Diego!

 

Questa volta il papà riesce a entrare per vedere il piccolino e lo osserva fargli il primo bagnetto, la mia prima impressione è che lui sia la fotocopia di suo fratello.

Seguirono ore di attesa per smaltire l’epidurale lontana da lui, poi però l’allattamento si è subito avviato bene, nonostante i dolori per me e gli abbondanti antidolorifici e tanto tanto amore.

 

Vi chiederete, forse, perché ho impiegato due anni a raccontare del mio secondo parto.

Più della prima volta, mi ero preparata a questa nascita, ho letto, mi sono informata, ho ascoltato un’ostetrica, ho seguito un gruppo di mamme in dolce attesa, perché volevo fortemente un parto naturale; poi, come avetrete letto le cose, sono andate diversamente da come mi aspettavo e per me resta sempre un po’ di rammarico, il tempo mi aiuterà a richiudere questa ferita un po’ dolorosa.

 

Indipendentemente dal modo con cui sono nati i miei figli vederli crescere è qualcosa di molto stancante, ma assolutamente meraviglioso, se il mio primo figlio mi ha cambiata, l’arrivo del secondo mi ha completamente stravolta, ma piano piano riconquisterò l’equilibrio che desidero.

Grazie a loro sono diventata l’Alessandra di oggi; non lo so se meglio o peggio di quella che ero prima, senza alcun dubbio sono più ricca d’amore!

 

Auguri piccolo mio, sei il nostro sole ogni giorno!

 

 

Alessandra 

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Alessandra Partescano - ilbellodiesseremamma.it - Tutti i diritti riservati 2015