Il suo arrivo è stato anticipato, così come per il fratello maggiore, ma stavolta le cose sono andate diversamente.

Nei giorni precedenti avevo avuto contrazioni sopportabili ma presenti e preparatorie, fino a che quel mercoledì con un tiepido sole, all’alba mentre ero a letto, ho avuto come la sensazione di dover andare in bagno, una cosa troppo strana, perché non riuscivo a controllarmi.

Le membrane si erano rotte, da quel momento passarono circa sei ore a casa fra preparare Samu per la scuola, il marito l’ha regolarmente accompagnato, come ogni giorno, ho messo qualocosa in ordine ed intanto la mia migliore amica è passata a trovarmi per verificare di persona come stavo, mentre io continuavo a dondolarmi in salone.

Intorno alle undici decidiamo di andare in ospedale, passando a prendere la mia mamma, arrivata li, dopo ecografia di controllo ed aver messo altre firme alla mia cartella clinica, inizio con i tracciati, dove resterò monitorata fino al pomeriggio poco prima delle diciotto, momento in cui i medici (trascorse più di dodici ore dalla “perdita delle acque” ) notando anche una lieve sofferenza del baby, decidono di procedere con un taglio cesareo.

 

Questa volta ero leggermente meno spaventata, rispetto la prima volta, anche se non nascondo che entrare in sala operatoria e assistere alla vestizione dei medici e alla loro preparazione fa un certo effetto.

Ricordo la sensazione di freddo non appena mi sono seduta sul letto operatorio, le domande precise dell’anestesista ( molto gentile, per fortuna) e tutto il rito prima di non sentire quasi più nulla dal bacino in giù.

 

Nonostante ci abbia provato con tutte le mie forze, anche questa volta la natura ha deciso per me: alle 19.49 nasce il piccolo Diego 2,9 kg per 47 cm di pura dolcezza.

L’ho sentito piangere quasi subito, sembrava il miagolio di un gattino ed ho notato immediatamente la somiglianza al fratello maggiore.

Purtroppo lui è rimasto pochissimo con me, (è la procedura ospedaliera) ma c’era il papà pronto ad aspettarlo per il bagnetto, poco dopo e stato lui ad accompagnarlo fuori per conoscere i nonni e gli amici che erano dietro la porta felicissimi ed emozionati più che mai.

Noi ci siamo rivisti solo dopo tre ore e abbiamo passato insieme la notte; nonostante io fossi dolorante, munita di tubi e flebo varie, lui è stato sereno.

Quella sera però, mi hanno trasferita in stanza dopo le ventitré e così non è stato possibile vedere Samu, che per fortuna si trovava in buone mani a casa con gli zii ed era molto tranquillo.

 

Le emozioni di una nascita sono sempre fortissime, indipendentemente da come avviene.

Non nascondo la delusione di non essere riuscita nuovamente in un parto naturale, ho pianto per giorni, chi mi conosce sa quanto ci tenevo e quanto ci avevo creduto.

Non mi sento inferiore a nessuno, ma l’amarezza resta.

 

Poi però guardo Diego è un baby molto sereno e osservare Samu che interagisce con lui, oggi a distanza di quasi un mese è gioia pura, nonostante le fatiche e i capricci penso che non potevamo fargli dono più grande.

Perché l’Amore non si raddoppia, si moltiplica e viverlo ogni giorno è qualcosa di m e r a v i g l i o s o!!!

 

Diventare mamma bis è una strada che hai già percorso ma non so dove mi porterà, io cercherò di dare il meglio di me anche a te! 

Benvenuto in questa famiglia di pazzi piccolo Pallino Diego, siamo tutti completamente innamorati di te e cercheremo piano piano di risistemare i nostri equilibri precari adesso in quattro.

 

 (Ph. Studio Mooz - Baby Diego diciassette giorni di vita)

 

Con Amore 

La mamma

 

Alessandra

**************************************************************************************************************

Seguimi anche sulla pagina Facebook e su Instagram


SEGUIMI SU
INSTAGRAM
Alessandra Partescano - ilbellodiesseremamma.it - Tutti i diritti riservati 2015