Per la rubrica #ilbellodipartorire il racconto di Virginia, che ringrazio di cuore per aver condiviso le emozioni uniche della nascita del suo meravigliso bimbo.

 

Un'esperienza extrasensoriale.

Con queste parole intendo iniziare il mio breve racconto perché davvero il parto è un'esperienza unica che non hai mai potuto neppure immaginare.

E' vero che tutti ne dicono solo gli aspetti peggiori ma è altrettanto vero le versioni positive sono molte di più di quanto non si creda.

 

La mia è tra queste: una gravidanza abbastanza serena, salvo le ultime interminabili settimane, dalla 40esima alla 42esima con il caldo afoso di un caldo agosto nella calda provincia del sudest siciliano, ultime settimane vissute cercando refrigerio in lunghissimi bagni al mare e distrazione in agguerritissime sessioni di burraco.

 

L'umore iniziava a vacillare sempre di più: inconscia ansia da prestazione o stanchezza e nervosismo alla vista delle caviglie gonfie come palloni e di ogni piede così simile ad un salame tanto desiderato quanto bandito per tutti i nove mesi?

 

La ginecologa mi diede appuntamento in ospedale una domenica mattina perché alle 8.30 di solito non c'è mai tanta confusione, confortandomi con un "se proprio dobbiamo, stimoleremo l'arrivo del tuo piccolo";

Quel sabato notte ho dormito serenamente anche se notavo alcune contrazioni in più che fortunatamente avevo ben imparato a gestire grazie alla respirazione yoga.

 

La pratica dello yoga, infatti, e le tecniche di massaggio shiatsu per me sono state fondamentali nel rendere positiva l'esperienza del parto; questi corsi hanno sostituito il canonico corso di preparazione al parto, permettendomi di vivere momenti di ascolto interiori importantissimi per conoscere al meglio il mio corpo e regalandomi emozionanti scambi di tenerezze con mio marito che ha avuto un ruolo attivo e positivo durante il travaglio, alleviato infatti dai suoi massaggi e dalle pressioni apprese durante il corso.

 

Eh sì, perché quella domenica mattina in realtà io sono entrata in ospedale già in travaglio anche se non ne avevo assolutamente coscienza.

Sicuramente ho una soglia del dolore elevata e la respirazione controllata ha fatto molto ma quando, entrata in ospedale, mi hanno iniziato il tracciato e le contrazioni erano già altissime, il personale medico era stupito quanto me della mia gestione così normale e mi hanno allegramente annunciato che il pupone stava per nascere.

 

Trasferita in sala parto, io e mio marito siamo stati lasciati soli - benché chiaramente supervisionati dagli addetti ai lavori che entravano per accertarsi che non ci fossero problemi - e posso garantire di non aver detto parolacce o offeso nessuno né supplicato un deus ex machina pronto a praticarmi un cesareo per stoppare quel massacro.

 

No, grazie al Cielo, niente di tutto questo.

Quando la stanchezza era davvero troppa ho preferito sdraiarmi e completare il parto nel più classico dei modi anche perché credevo di svenire ma in realtà in quel momento ho provato un sollievo tale da rasentare il piacere: non ci sono parole per descrivere il senso di meraviglia nel vedere un essere umano appena nato, di stupore nel rendersi conto di averlo generato, di onnipotenza prendendo coscienza di esserci riuscita.

 

E il dolore? In tutta questa emozione il dolore non esiste, o meglio lo metti nel conto, te lo aspetti, sai che dovrai viverlo ma è talmente naturale che non genera terrore, ti serve solo per darti la forza per portare avanti il tuo compito e non esiste nulla di più straordinario nel vedere che sei giunta al termine.

 

Potrei rompere la magia del momento parlando del post parto... quello sì doloroso quando ti tocca la tortura dei punti... ma voglio conservare vivida l'emozione di quell'incredibile incontro di anime che si è creato in quella stanza quasi cinque anni fa alle 12.30 di quella caldissima domenica di agosto.

 

Ci tengo a concludere il racconto della mia esperienza invitando le future mamme ad affrontare senza paura il momento del parto, concentrandosi solo su pensieri positivi e sul fatto che il nostro corpo è una macchina perfetta programmata per mettere al mondo creature meravigliose.

 

Non esistono donne che non sono in grado di farlo; esistono purtroppo solo condizioni fisiologiche ed ambientali che devono permetterlo: quindi, che sia naturale, programmato o chirurgico, poco poi importa.

 

Il regalo più grande sarà tenere tra le braccia il vostro bebè ed il parto rimarrà sempre quell'esperienza straordinaria in grado di trasformarvi in un attimo in una Mamma. Auguri!

 

Virginia

Se anche tu hai voglia di raccontarti “il bello di partorire” non esitare a contattarmi tramite i miei recapiti,  perché le belle esperienze vanno raccontate e condivise!!!


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Alessandra Partescano - ilbellodiesseremamma.it - Tutti i diritti riservati 2015