Nella mia vita ho sempre sognato ad occhi aperti.

Continuo a farlo ancora oggi a trentatré anni suonati.

 

Da bambina sognavo il principe azzurro, l’abito bianco, il classico matrimonio ed ero convinta che il primo amore fosse l’unico.

Inguaribile romantica, guardo film d’amore e sogno proposte alla Grey’s Anatomy che non riceverò mai.

 

Desideravo una vita semplice, soltanto un lavoro che mi permettesse l’autonomia, un’auto ed una casa di proprietà.

Sono riuscita soltanto ad avere una mia auto. Non pensavo di diventare mamma.

 

Osservavo mia madre crescere noi tre figli e pensavo “che duro lavoro: non ci riuscirò mai!”

Tre figli ed un marito, che lavoraccio!

 

Lei ha sempre fatto tutto da sola, continuando a lavorare full-time, solo due pomeriggi restavamo con la babysitter.

Guardavo mio padre con ammirazione, perché nonostante non fosse stato un padre presente (accanito lavoratore) era riuscito a costruire una famiglia solida, io e i miei fratelli siamo cresciuti spensierati, senza farci mai mancare nulla.

 

Gli anni passavano ed intanto le mie amiche iniziavano ad avere fidanzati, seguirono matrimoni e figli, così iniziavo a pensarci anch’io.

 

Una volta incontrato il mio fidanzato non ci abbiamo messo molto… il desiderio di maternità è arrivato naturalmente ed ancora oggi non mi sembra vero.

Non mi sono mai sentita all’altezza, neanche adesso che forse mi sto un po’ abituando a questo ruolo.

Ricordo l’anno scorso in questo periodo la prima volta che mio figlio disse “Maaaammmaaa” mi sembrava così strano!

 

Il paragone con mia madre è sempre lì, dietro l’angolo.

Lei ha avuto la forza per fare tutto: cucinare, prendersi cura di noi, di mio padre, lavorare, tenere la casa in ordine, invitare 20 persone a casa, uscire tutti insieme.

Io non sono come lei. Non lo sarò mai.

 

Ho un solo figlio, mezzo lavoro, la casa mai in ordine, il fidanzato che mi aiuta… eppure sono stanca.

Ci deve essere qualcosa di sbagliato.

Quando mio figlio piange per più di mezz’ora piango dietro di lui.

Ed è uno solo, al momento, ma no, non va bene così.

Mi dico che devo essere più forte, ci provo e ci riprovo.

 

Non so ancora bene che tipo di mamma sono: mi sento perdutamente innamorata del mio bimbo, lo vedo crescere, curiosare.

Cresciamo insieme, mi aiuta a tirare fuori lati del mio carattere che non avrei mai pensato, guardo il mondo attraverso i suoi occhi.

 

Non sono ansiosa, mi preoccupo di più di quello che prova rispetto a quello che mangia.

Delle volte mi viene da ridere quando al nido mi dicono “ha mangiato, fatto cacca due volte…” mi viene voglia di dire: “ma ci preoccupiamo solo di questo?” evito di chiedere, le maestre mi guardano male se faccio domande strane, ho imparato a stare in silenzio.

 

Oggi invece non mi immagino senza di lui, come se tutto quello che sono stata prima del suo arrivo non era davvero importante; adesso la sento davvero piena la mia vita.

Non è affatto semplice essere genitore, faccio del mio meglio per nutrirlo di tutto il mio Amore e credo sia una delle cose più importanti, quello che desidero per lui è che cresca circondato dal nostro calore.

Chi lo sa se lui si rende conto di questo Amore immenso, io spero di sì.

Lo guardo e vedo i suoi occhi gioiosi: conta solo questo, null’altro.

 

E per voi quali sono le vostre grandi speranze ed aspettavive?

Raccontatemi :) 

 

Questo post partecipa al brainstorming mensile delle Stormoms.

#greatexpectation grandi speranze e grandi aspettative #stormoms

 

****************************************************************************

Seguimi anche su instagram facebook twitter 


SEGUIMI SU
INSTAGRAM
Alessandra Partescano - ilbellodiesseremamma.it - Tutti i diritti riservati 2015