Per la rubrica "il bello di partorire " ecco il racconto di Valeria

 

Era mattina presto ed avevo già deciso che forse era giunta l’ora di sapere, sentivo che qualcosa in me stava cambiando ma l’idea di vedere ancora una sola lineetta nel test un po’ mi spaventava. Un figlio desiderato sembra non arrivare mai…

Non hai neanche il tempo di realizzare che le lineette sono due, che le Beta HCG sono alte e prendere il tuo primo appuntamento dal medico che inizia l’invasione delle “Giàmamme”, si, le già mamme, quelle amiche che da anni non senti più e che improvvisamente diventano quelle con cui hai mille cose da dirti e da raccontarti, quelle amiche dispendiose di consigli e di esperienza, quelle amiche preziosissime ed al tempo stesso…il mio peggior incubo.

Perché? Perché le Giàmamme urlano di gioia alla notizia e poi…e poi partono immediatamente dopo con il racconto misto tra horror e fantasy sul loro dolorosissimo, lunghissimo, estenuante, agghiacciante, tremendo, inaffrontabile parto. Iniziano sempre col dirti sinteticamente che è stato il giorno più bello della loro vita, ma la loro capacità di sintesi si perde quando devono raccontare cosa accadde quella fatidica notte tra la prima doglia e la seconda e la terza ed il tutto ripetuto con dovizie di particolari fino alla fase espulsiva dopo minimo 48 ore di puro terrore!

Il racconto si fa ogni volta più pauroso, anche quando arriva il momento della visione di questo piccoletto adoratissimo ma pur sempre enormemente più grande di quanto madre natura ha dotato il corpicino esile delle donne. A sentire il loro racconto anche la principessa Fiona moglie di Shrek non potrebbe mai affrontare tale tortura. Titubante ti rivolgi al web ed anche qui trovi storie pazzesche!!! Quella del dolore paragonabile a venti ossa che si rompono contemporaneamente??? L’avete letta??? Quella è la più esilarante in assoluto!!!!

 

Eccomi, mi chiamo Valeria e voglio raccontarvi oggi quello che le donne non dicono.

Era la notte tra il 13 ed il 14 Novembre verso le 5.00 mi sveglio come tutte le notti da tre mesi a quella parte e sento piccolissime contrazioni, di quelle che sei assolutamente abituata a sentire, niente di nuovo men che meno doloroso. Cerco di riprendere sonno ma tale sensazione continua e decido di alzarmi e distrarmi un po’. Le contrazioni continuavano così decisi di applicare gli insegnamenti del corso pre parto e decido di capire la frequenza di tale sensazione, che non definirei neanche fastidio, men che mai dolore!

Il conteggio del ritmo che sembrava veramente banale durante il corso in realtà mi coglie un po’ impreparata, ne sentivo una ora, poi dopo 10 minuti, “ma è durata pochissimo” pensavo, “conterà”? Nel frattempo avevo arredato il bagno con una serie di cuscini ed asciugamani per terra perché volevo stare comoda ma ero fermamente convinta che quella mattina avrei assolutamente rispettato il mio appuntamento con l’estetista preso tre settimane prima, come rinunciarvi?

Francesco si sveglia alle 8.00, come ogni mattina, e vedendo il bagno trasformato in una spa proletaria mi chiede cosa stesse accadendo, dico lui che forse è meglio che ritardi un po’ a lavoro e se secondo lui era il caso di chiamare la mia ostetrica di fiducia. La chiamo e le chiedo se dopo il suo solito giro, con tutta calma, riuscisse a passare a casa e visitarmi perché effettivamente quella sensazione di cui non riuscivo a stabilire entità e frequenza, proprio non voleva andare via. Alle 10.00 Emily arriva e dice che si, era proprio ora di andare in ospedale.

Il nostro ospedale dista poco meno di un’ora da casa e ricordo il viaggio dove l’unica accortezza di cui sentivo necessità era reclinare leggermente il sedile. Arrivati in ospedale mi hanno detto che ero in travaglio attivo e dovevo andare direttamente in sala parto. Erano le 12.00 e sono assolutamente entrata serenamente in quello che ai miei occhi era il luogo più accogliente e sereno per fare nascere un bimbo.

A quel punto, sono sincera, la “sensazione” si era decisamente trasformata in “fastidio” ma durava pochi secondi e poi era come se nulla fosse. Francesco era con me, abbiamo sistemato le nostre cose, chiamato mamma e suoceri in assoluta serenità, ed acceso lo stereo che aveva un CD di musica classica che ci ha accompagnato per le ore successive, con una musica dolce e rasserenante.

L’ostetrica è stata con me tutto il tempo, il pavimento era pieno di tappeti morbidi dove sentirmi a mio agio, una volta ogni tanto monitoravano il bimbo e penso che in tutto mi avranno visitata due volte, per il resto ricordo solo i massaggi di Francesco, il volto rassicurante dell’ostetrica, e Canon in D in sottofondo.

Il dolore? A si, il dolore…Ad un certo punto deve pur essere arrivato perché verso le 15.30 chiesi all’ostetrica se potevamo chiamare l’anestesista per fare l’epidurale. Ricordo il suo sguardo verso di me e poi verso l’orologio: “se vuoi lo chiamo”, mi disse, ma entro le 16.15 tu partorirai un bambino. Guardai l’orologio assolutamente incredula che mancassero veramente solo 45 minuti, solo 45 minuti!!!!

Tutto qui? E le ossa rotte? E le 48 ore di terrore? E le grida? E gli insulti al marito?

L’incenso aveva impregnato la stanza di un profumo leggero e l’ostetrica mi diede dei fiori di bach sotto la lingua. Alle 16.20 avevo tra le braccia il mio piccolo miracolo e nel cuore l’esperienza che ha reso mio marito ai miei occhi il mio super eroe, avevamo partorito il nostro per sempre

Non vi dirò neanche che è stato il giorno più bello della mia vita, perché da quel giorno ogni giorno lo guardo e penso che sia oggi il giorno più bello e la stessa cosa la penso l’indomani e l’indomani ancora.

Io non so’ dirvi se sono stata io più fortunata degli altri o se effettivamente intorno al parto le donne esagerano tutte un po’, quello che so’ di certo è che comunque vada, qualsiasi cosa vi aspetta penserete di certo che…ne è valsa la pena.

 

 

Se anche tu hai voglia di raccontarti “il bello di partorire” non esitare a contattarmi tramite i miei recapiti,  perché le belle esperienze vanno raccontate e condivise!!!


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Alessandra Partescano - ilbellodiesseremamma.it - Tutti i diritti riservati 2015