Ero 37+6 e quella mattina avrei dovuto iniziare con il primo tracciato di monitoraggio in ospedale.

In quei giorni, sapendo di poter partorire da un momento all’altro (con le contrazioni dai primi di agosto), la sera cenavo sempre leggera, ricordo di aver mangiato pesce.

La notte del 19 settembre 2014 intorno all’una ho iniziato a sentire le contrazioni un po’ più forti, già le riconoscevo, ma ho cercato di resistere, mi rigiravo nel letto, senza dare fastidio, intorno alle 04.30 decido di svegliarlo, così ci prepariamo e dopo neanche venti minuti siamo in Ospedale.

Alla prima visita, l’ostetrica di turno mi trova in travaglio attivo e mi dice “ti ricoveriamo, dai vediamo come va…..” così avviso Francesco fuori dalla porta che intanto aveva avvertito i miei genitori, anche loro in un lampo si sono precipitati in ospedale.

Indossata la camicia da notte, assorbente e mi attaccano una flebo.

La sala travaglio era affollatissima, ed io fra una barella e una poltrona, scelsi quest’ultima, perché guardando quella barella così bassa pensai “con questo pancione se mi sdraio lì…… come faccio a rialzarmi???”

Intanto le ore passavano ed i dolori aumentavano… alle sette cambio turno infermieri e personale medico, arriva il capo ostetriche (una persona simpaticissima!) che mi visita e dicendomi “non vedo la testolina, su Alessandra, facciamo qualche movimento con il bacino” così agganciata al monitoraggio mi metto in piedi per fare questi movimenti, nel frattempo arriva la Dott.ssa S. che dopo il solito controllo manuale, decide (finalmente) di farmi un’ecografia, le sue prime parole, non le dimenticherò mai, “è trasverso!!!” e mi suggerisce di andare a svuotare la vescica;

Tornando dal bagno trovai di fronte a me il Primario e tutti i medici di turno (e non), mi posiziona l’ecografo e rivolgendosi ai medici presenti esclama: “Dott.ssa qui non è trasverso, è podalico!!!” e subito dopo rivolgendosi a me “signora Lei è in travaglio attivo, non le posso fare nemmeno la manovra, (toccandomi la pancia in maniera vigorosa) non deve pensare che noi la vogliamo fare soffrire e farle il cesareo, ma non abbiamo alternative”.

Scoppio in un pianto esagerato, fra dolori fortissimi ed agitazione (non avevo mai subito un intervento chirurgico prima di questo) chiedo solo di vedere i miei familiari ed in lacrime comunico loro la situazione.

Tutti mi rassicurano, manca poco e conosceremo Samuele, ma io sono tesissima.

Ero arrivata ad una dilatazione di 9 cm ma Samuele aveva deciso di mettersi a testa in su…. perché nonostante una sensazione mi diceva che sarebbe andata in quel modo, ho sperato con tutta me stessa fino all’ultimo di riuscire a partorire naturalmente.

Sono circa le 9 del mattino, mi portano con urgenza in sala operatoria, tremavo come una foglia le contrazioni erano sempre più forti, per farmi la spinale ci hanno messo un po’, non appena l’anestesia iniziava a fare effetto i dolori però erano spariti e la sensazione di non sentire più le gambe è stata stranissima.

Ho sentito tutte le discussioni dei medici mentre mi operavano, però mi fecero pure i complimenti perché ero stata molto brava fino a quel momento!

Sono le 9.40 Samuele viene al mondo: incredulità, stupore, misto a confusione, gioia e immensa felicità!!!!!

Me lo hanno appoggiato sul mio viso ed ho pensato “sei stato nove mesi dentro di me ed sei finalmente fra le mie braccia, sei uno spettacolo della natura e da questo momento sono la responsabile della tua vita” .

Con Samuele nasce anche una nuova Alessandra ed ogni bimbo/a è un dono prezioso che abbiamo il dovere di custodire, con Amore ogni giorno.

Siamo diventati una Famiglia e siamo pazzamente innamorati di lui, sempre di più!!!!

 

 

#lovemysamu

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Ph. Studio Mooz

 

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Alessandra Partescano - ilbellodiesseremamma.it - Tutti i diritti riservati 2015